La Reggia di Valcasotto

Patrimonio Unesco

Val Casotto

e le sue specialità

Val Casotto

Panorami mozzafiato

ValCasotto

La frazione di Valcasotto appartiene al comune di Pamparato, in provincia di Cuneo, nella regione Piemonte. Un borgo di poche anime ma che racchiude una tale bellezza, una tale tranquillità da desiderare di restarvi per sempre.
La Val Casotto non dispone di vette particolarmente elevate. Non per questo non si possono trovare spunti interessanti, specie nelle mezze stagioni, quando la neve impedisce di spingersi a quote maggiori. Comode strade sterrate hanno spesso rimpiazzato i vecchi sentieri, offrendo brevi ed agevoli camminate come quelle verso l'imponente croce costruita sulla vetta del Bric Mindino.
Tra le varie opportunità che offre la Val Casotto, è interessante notare il museo storico della montagna a Serra, il Santuario di Vicoforte con la cupola ellittica più grande del mondo, gli storici vigneti storici delle Langhe, gli antichi formaggi della radicata tradizione delle Alpi Marittime da quasi un secolo, nonché l'outlet Mondovicino e il campo da golf a Montaldo Mondovì che possono offrire relax e divertimento a pochi chilometri dal vostro casolare.


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La Reggia di Valcasotto

L'indiscutibile prestigio della Tenuta Val Casotto deriva anche dalla presenza della Reggia di Valcasotto (patrimonio dell'Unesco), sita nel comune di Garessio (CN), che nasce nell'XI secolo come certosa dedicata a San Brunone. Nel corso dei secoli subì diversi saccheggi ed incendi che ne modificarono la struttura.
Nel 1803 dopo la discesa in Italia delle truppe Napoleoniche che, per occupare l'edificio ne danneggiarono in maniera importante la parte posteriore, l'Ordine dei certosini venne sciolto e la struttura venduta a privati, per passare nel 1837 fra le residenze di Casa Savoia, acquistata da Carlo Alberto, che utilizzò il palazzo come residenza reale estiva e suo figlio Vittorio Emanuele II vi soggiornò durante diverse battute di caccia. La venaria Reale di Valcasotto fu venduta, nel 1881 da re Umberto I a privati.
Nel 2000 la certosa è passata alla Regione Piemonte ed è stata aperta al pubblico.
Del complesso restano il corpo centrale e le due ali laterali (all'interno del quale troviamo diverse sale, la cucina e la Cappella) che circondano il cortile porticato che si affaccia sul fiume, della parte posteriore oggi restano soltanto alcune tracce. Il complesso garessino fa parte del circuito dei "Castelli Aperti" del Basso Piemonte.